News › Pillole fitosanitarie
Il riscaldamento climatico ha predisposto la Pianura Padana rendendola più favorevole per l’insediamento della cimice asiatica
Nel 2012, in una scatola entomologica di uno studente dell’Università di Modena è spillata una strana cimice, leggermente diversa dalle specie comuni in Pianura Padana: è la prima segnalazione in Italia della cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys).
Originaria della Cina, della Corea e del Giappone, ha già colonizzato l'Europa a partire dal 2004 (prima segnalazione a Zurigo). In Italia si ritrova ben presto in quasi tutte le regioni, dove causa danni a molte piante coltivate, in particolare peri, meli, peschi, kiwi e anche soia.
Ma perché proprio ora, e perché con tanto successo? Il clima della Pianura Padana era in realtà già in grado di ospitare questa specie "esotica" da tempo.
Il termometro conta le generazioni
Gli insetti non hanno un calendario, ma "contano" il calore accumulato durante la stagione calda, tramite un indice chiamato GDD (Growing Degree Days). Più gradi-giorno si accumulano tra aprile e settembre, più generazioni di cimici riescono a completarsi in un anno: superata la soglia di 1060 "gradi-giorno", la specie può arrivare a due generazioni l’anno (bivoltinismo), con un aumento potenzialmente notevole delle sue densità di popolazione.
I dati mostrano che il GDD medio in Pianura Padana è passato da 1011 gradi-giorno nel periodo 1954-2011 a 1165 nel periodo più recente (2012-2024), con un incremento costante di circa 38 gradi-giorno per decennio. Di conseguenza, la quota di anni potenzialmente "bivoltini" è schizzata da pochi anni nei decenni passati al 100% nell'ultimo decennio. In altre parole: la soglia che permette due generazioni all'anno, un tempo raggiunta solo occasionalmente, oggi è la norma.
Stagioni più lunghe, inverni più miti
Non sono solo le condizioni della stagione di crescita ad aver favorito lo sviluppo: le giornate di gelo intenso (sotto i -10°C) si sono ridotte, aumentando le probabilità di sopravvivenza degli adulti durante l'inverno. Il clima, insomma, aiuta la cimice sia d'estate che d'inverno.
C’è un piccolo paradosso in questo processo; all’aumentare dei picchi estivi ci si aspetterebbe anche una diminuzione dell’attività ed un aumento di mortalità dovuta alle temperature estreme. Effettivamente, l’idoneità delle condizioni ideali della cimice asiatica a scenari estivi futuri particolarmente estremi diminuirebbe. Questo calo è tuttavia ragionevolmente minoritario rispetto all’aumento della popolazione per condizioni favorevoli tra l’inizio della stagione di sviluppo e la primavera inoltrata.
La conclusione più interessante è forse questa: se il 2012 ha segnato l'inizio della proliferazione di questa specie, è perché questo rappresentava il momento in cui l'insetto ha trovato un ambiente ideale in cui il cambiamento climatico aveva già preparato per lui. Che nonostante scenari futuri probabilmente eccessivamente caldi per la sopravvivenza della specie in alcuni frangenti, favorirà l’estensione temporale del suo sviluppo e del suo areale anche in zone dove prima non si erano verificati avvistamenti.
Se il clima ha già preparato il terreno per la cimice asiatica, probabilmente sta preparando qualcos'altro altrove.
Pubblicato il 29.07.2026