News › Pillole fitosanitarie
Tornatura si amplia: è possibile monitorare l’albicocco e le tignole del pesco
Tornatura cresce. E lo fa in una direzione precisa: portare strumenti di monitoraggio sempre più precisi a chi lavora ogni giorno in campo con le drupacee.
Da oggi l'app integra il monitoraggio dell'albicocco (Prunus armeniaca), specie appartenente al genere Prunus, che comprende numerosi alberi da frutto, tra cui il pesco (P. persica), il ciliegio (P. avium), il mandorlo (P. amygdalus) e il susino (P. domestica). Queste specie sono comunemente note in agronomia come drupacee, poiché producono una drupa, un frutto caratterizzato da un unico seme racchiuso in un endocarpo legnoso. L’albicocco appartiene alla famiglia delle Rosaceae, della quale fanno parte anche altre importanti specie frutticole, come il melo e il pero.
Con queste piante l’albicocco condivide anche numerosi insetti fitofagi che possono colpirlo, come la cimice asiatica e le mosche della frutta, oltre a due specie di lepidotteri: Anarsia lineatella e Cydia molesta, note rispettivamente come tignola del pesco e tignola orientale del pesco, da adesso monitorabili tramite Tornatura.
Monitorare il tuo campo: attenzione ai sintomi!
Questi due lepidotteri presentano caratteristiche biologiche simili e provocano danni analoghi.
Entrambe le specie svernano come larve mature che si rifugiano sulle piante ospiti oppure, nel caso di C. molesta, anche all'interno di magazzini o casse per la conservazione della frutta.
In Cydia molesta gli adulti, con abitudini crepuscolari, sfarfallano tra la fine di marzo e l'inizio di aprile. Le larve della prima generazione attaccano prevalentemente i germogli, mentre quelle delle generazioni successive danneggiano i frutti, prevalentemente di pesco, albicocco e, verso la fine della stagione, anche quelli melo e pero. La specie compie generalmente quattro generazioni all'anno, con una quinta nelle annate particolarmente favorevoli.
Anche Anarsia lineatella riprende l'attività in primavera, nutrendosi inizialmente di germogli, foglie e fiori. Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, a seconda delle temperature, compaiono i primi adulti che inizieranno a produrre le prime uova. Le larve delle prime generazioni attaccano sia i germogli sia i giovani frutti, mentre quelle estive si sviluppano prevalentemente sui frutti, causando danni più rilevanti. Generalmente la specie compie tre generazioni all'anno. Le larve dell'ultima generazione cercano un ricovero nel quale trascorrere l'inverno.
Sintomi e danni dell’attacco delle tignole
Gravi infestazioni di queste due specie posso provocare ingenti perdite, provocando danni su diversi organi della pianta, come germogli o fiori in primavera dove causano disseccamento e cascola o sui frutti dove scavano gallerie nella polpa. Una singola larva di C. molesta, con le condizioni favorevoli alla sua attività trofica può essere in grado di attaccare mediamente 5-6 germogli nel corso del suo ciclo, e in casi gravi l’infestazione di questo animale può interessare tutti i getti di una pianta.
Le varietà tardive risultano particolarmente sensibili agli attacchi di questi insetti, soprattutto tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, periodo nel quale nei frutteti si registrano frequentemente popolazioni di elevata densità. Particolarmente dannosi sono anche gli attacchi autunnali nei vivai che praticano l'innesto a gemma, poiché possono compromettere i germogli destinati all'innesto.
Nelle drupacee, come albicocco e pesco, l'attacco delle larve induce frequentemente una reazione della pianta nota come gommosi. In corrispondenza del foro di penetrazione, infatti, la pianta emette essudati resinosi, facilmente osservabili sia sui rami sia sui frutti colpiti.
Le larve di A. lineatella sono tipicamente di colore rosso-castano, con aree intersegmentali giallo-ocracee chiare. Il capo è di colore scuro e la lunghezza a maturità raggiunge circa 15 mm. L'adulto presenta ali anteriori grigio-scure, caratterizzate da striature chiare e scure, mentre le ali posteriori sono più chiare e uniformi. L'adulto è, inoltre, caratterizzato dalla presenza di evidenti palpi labiali, situati in prossimità del capo.
Le larve di C. molesta sono di colore giallo-rossastro, con il capo più scuro, e raggiungono una lunghezza di 10-14 mm. Gli adulti presentano un'apertura alare di 10-15 mm e ali anteriori grigio-brunastre, con margini frangiati e diffuse screziature e marezzature biancastre, mentre le ali posteriori sono più chiare e anch'esse frangiate.
Come funziona il monitoraggio
Il monitoraggio degli adulti di entrambi i lepidotteri può essere effettuato mediante trappole a feromoni sessuali specie specifico. Questo permette di controllare l’andamento dei voli e dedurne la fenologia della popolazione; le trappole sono perciò indispensabili determinare quando effettuare un intervento. La maggior parte degli interventi può essere efficace contro ambedue le tignole, perciò, occorre prestare particolare attenzione sia nei periodi di ovideposizione che di nascita delle larve.
Pubblicato il 05.08.2026